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Le major si sono accordate: in classifica entrerà solo la musica fatta in larga parte da esseri umani

Sony, Universal e Warner, insieme alle etichette indipendenti, hanno fissato le regole per i brani che coinvolgono l’intelligenza artificiale. Requisito centrale: la registrazione deve essere «sostanzialmente opera umana».

Un consorzio di major ed etichette indipendenti ha pubblicato i principi in base ai quali la musica realizzata con l’intelligenza artificiale potrà entrare nelle classifiche mondiali. Il requisito centrale: un brano deve essere «sostanzialmente opera umana».

Lo ha riferito la rivista Mixmag, citando Music Week.

All’iniziativa hanno aderito Sony Music, Universal Music Group e Warner Music Group insieme a Believe, BMG, Concord, Dirty Hit, Partisan Records e altre. Oltre al criterio dell’autorialità umana, le etichette propongono altre due condizioni: la musica non deve sollevare sospetti di manipolazione delle classifiche e i servizi di IA impiegati devono essere «debitamente autorizzati e legali».

In una dichiarazione congiunta la coalizione ha spiegato che il quadro dovrà «stabilire un confine chiaro tra la creatività guidata dall’uomo e le opere puramente sintetiche o generate da modelli di IA non autorizzati».

Le etichette sostengono che brani prodotti da sistemi generativi addestrati senza autorizzazione sulla musica degli artisti compaiono già sui servizi di streaming e nelle classifiche.

«Questi brani sono inoltre spesso associati a frodi nello streaming», si legge nella dichiarazione.

Come ONE//FM ha riferito in precedenza, la disputa è già arrivata in tribunale: il Tribunale regionale di Monaco ha stabilito che il generatore Suno si era addestrato senza permesso su opere del catalogo GEMA.

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