
Due secondi di ritmo altrui e processi che si trascinavano dal 2004: come si è chiusa la causa simbolo sui sample
Uno dei due musicisti che avevano fatto causa è morto prima della fine. La corte ha finalmente detto a quali condizioni due secondi altrui dentro un proprio brano non sono un furto, ma un dialogo con l'originale.
Moses Pelham, produttore di Francoforte il cui brano è stato al centro della causa. Esibizione al club Der Hirsch di Norimberga, aprile 2018
La Corte federale di giustizia tedesca (Bundesgerichtshof) ha messo il punto finale a una causa che si trascinava nei tribunali dal 2004: due secondi di ritmo presi da un brano dei Kraftwerk e copiati in una canzone altrui sono stati giudicati un uso lecito. Il fondamento è l'eccezione prevista per il pastiche.
La decisione è stata resa nota dalla corte stessa in un comunicato stampa da Karlsruhe.
La vicenda è semplice da raccontare e infinita nelle aule di tribunale. I Kraftwerk pubblicarono nel 1977 un disco con la composizione Metall auf Metall. Vent'anni dopo i convenuti ne copiarono elettronicamente due secondi di sequenza ritmica e li misero sotto il brano Nur mir, registrato con la cantante Sabrina Setlur, ripetendoli in un loop ininterrotto.
Quattro tribunali e tredici provvedimenti
La prima sentenza in questa causa fu pronunciata dal Tribunale regionale di Amburgo (Landgericht Hamburg) già nel 2004. Poi l'elenco diventa quasi comico: tre sentenze della corte d'appello, quattro sentenze di cassazione della stessa Corte federale, due sue ordinanze di rinvio alla Corte di giustizia dell'Unione europea, una sentenza della Corte costituzionale federale (Bundesverfassungsgericht) e due sentenze della stessa Corte di giustizia. Con quella di oggi fanno tredici provvedimenti giudiziari in quattro tribunali.
Gli attori sono due, entrambi membri dei Kraftwerk. Uno di loro è morto il 21 aprile 2020 e nel processo gli è subentrata la sua avente causa. Nel comunicato la corte non fa alcun nome: le parti vi compaiono in forma anonima, indicate soltanto come attori e convenuti.
«L'eccezione per il pastiche non è una fattispecie residuale valida per ogni caso, ma comprende opere che richiamano una o più opere già esistenti e che al tempo stesso presentano differenze percepibili rispetto a esse», si legge nel comunicato della Corte federale.
Il punto chiave della decisione non è il verdetto in sé, ma il modo in cui la corte ha descritto il confine. Il pastiche, secondo questa interpretazione, si ha quando un'opera utilizza elementi protetti di un'opera altrui, anche attraverso il sampling, per instaurare con essa un dialogo artistico o creativo riconoscibile. La corte elenca le forme di questo dialogo: l'imitazione dichiarata dello stile, l'omaggio e la rielaborazione umoristica o critica.
C'è poi un punto a sé: a chi deve risultare visibile questo dialogo. Basta che il carattere di pastiche sia colto da chi conosce l'opera di partenza. Non un ascoltatore qualsiasi, dunque, ma chi conosce l'originale da cui gli elementi sono stati presi.
Perché questo riguarda la musica da ballo
Il sample è uno strumento di base della house, della disco e del nu-disco, ed è proprio per questo che la causa è stata per oltre vent'anni un nodo per l'intera scena. La corte ha riconosciuto che la copia della sequenza ritmica interferisce comunque con i diritti del produttore di fonogrammi, degli artisti interpreti o esecutori e dell'autore: non è vero che «non è successo nulla». Ma dal 7 giugno 2021 un'interferenza del genere può essere lecita se costituisce un pastiche.
La data non è casuale. È proprio allora che nella legge tedesca è entrato in vigore il § 51a, che consente la riproduzione, la distribuzione e la comunicazione al pubblico di un'opera pubblicata a fini di caricatura, parodia e pastiche. La norma recepisce una direttiva europea, quindi va interpretata in conformità a essa: ed è per questa interpretazione che la corte, proprio in questa causa, si è rivolta alla Corte di giustizia dell'UE.
Conta anche ciò che la decisione NON chiude. Riguarda soltanto le pretese fatte valere a partire dal 7 giugno 2021, cioè dal giorno in cui la norma sul pastiche ha iniziato ad applicarsi. Tutto ciò che è avvenuto prima resta fuori da questo verdetto.
In precedenza abbiamo raccontato di una causa in cui si propone di considerare la voce di un musicista un dato biometrico — l'altra faccia della stessa domanda su che cosa, in una registrazione, appartenga alla persona.









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