
Regalava i suoi edit finché non è arrivata una major: quest’autunno Dombresky gira con un altro nome
L’alter ego disco del produttore francese è nato da un set spontaneo che nessuno aveva chiesto. Quest’estate gli hanno affidato una canzone che conoscono tutti.
A sinistra i Jackson 5 in un’esibizione televisiva dei primi anni Settanta, a destra Dombresky, che quest’estate ne ha rifatto il brano
Sabato 7 novembre il Depot Mayfield di Manchester festeggia i dieci anni di LA DISCOTHÈQUE e sul cartellone della sala principale, tra Basement Jaxx, Groove Armada e Annie Mac, compare la riga «Dombresky Presents Disco Dom». Non è un refuso del promoter: Dombresky porta sui palchi più grandi dell’autunno un progetto diverso da quello con cui si è fatto un nome.
La line-up è stata pubblicata dallo stesso The Warehouse Project, che cura la serie a Manchester. Le sue date al Nocturnal Wonderland in California il 19 e 20 settembre e alla prima edizione colombiana dell’EDC il 10 e 11 ottobre sono confermate dall’ufficio stampa di Insomniac, promoter di entrambi i festival.
Disco Dom è la veste disco di un francese il cui vero nome è Quentin Dombres. Al posto della tech house con cui è arrivato nei club, qui suonano soul, funk e disco degli anni settanta e ottanta, e la serata stessa si riempie di sfere a specchi, cabine fotografiche e un menù di drink dedicato.
Il set che nessuno aveva chiesto
Prima della consolle ha suonato la batteria per dieci anni e ha smesso dopo una serata a un rave in un bosco francese. Quello che ha visto dietro i piatti ha deciso il resto della sua strada in una sera sola.
«Ho pensato: che cos’è questo? Che cos’è? Quando ho visto quel tizio suonare, ho capito che quello sarebbe stato di sicuro il mio futuro» — Dombresky in un’intervista alla rivista Nylon
L’alter ego è nato all’EDC Las Vegas nel 2021, quando è salito in consolle e al posto della house ha messo disco — sul momento, senza nulla di concordato. Poi il progetto si è dato un proprio formato di riletture, che il produttore chiama «refunk»: ci sono passati Cher, MK, Empire Of The Sun, PinkPantheress e Drake, e quasi tutto è stato regalato. La sua rilettura di Believe, uscita a marzo, è proprio la versione del brano che va in onda da noi: l’originale del 1998 ha appena superato il miliardo di ascolti su Spotify.
Quest’estate è arrivato il turno del catalogo Motown. Per ammissione dello stesso produttore, è stata Universal a cercarlo per prima e a proporgli ABC, il brano dei Jackson 5 uscito nel 1970. La pubblicazione è del 17 luglio e nei credits la riga è condivisa: Jackson 5, Disco Dom e Dombresky.
«Credo che quando fai cose buone, il bene ti torni indietro. E questa ne è la prova» — Dombresky sulla proposta di Universal
Etichetta propria e radio propria
Accanto all’alter ego, Dombresky costruisce una propria infrastruttura. Nel 2024 ha fondato l’etichetta Process Records e l’ha aperta con la serie da club PRX — dischi pensati per la pista e non per lo streaming: Heads High, It’s A Party, Casablanca insieme a Crusy, The Apex con KRESPO.
Il secondo pilastro è il programma Process Radio, che esce ogni due settimane: la puntata 122 è comparsa il 24 agosto. A inizio agosto il produttore ha suonato a Chicago al Lollapalooza.
Il cartellone autunnale mostra dove è arrivato tutto questo. Un progetto nato come svago facoltativo tra un tour e l’altro oggi occupa una riga propria sui manifesti — accanto a nomi su cui il disco poggia da decenni.
In precedenza abbiamo analizzato chi paga la pista in questa stagione — dalle percentuali berlinesi alle fatture di Rotterdam.









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