Dolly Parton sul palco
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È morta Dolly Parton. E tra i primi a parlarne ci sono stati proprio quelli da cui non te lo aspetteresti

La regina del country aveva 80 anni. I saluti sono arrivati da dj e produttrici della scena elettronica — e c’è meno sorpresa di quanto sembri.

Foto: Kristopher Harris, licenza CC BY 2.0 (ritagliata)

Dolly Parton sul palco durante il tour Blue Smoke

Dolly Parton è morta il 25 agosto a Nashville. Aveva 80 anni; secondo la sua portavoce, la morte è arrivata dopo una breve battaglia contro il cancro.

L’annuncio è stato dato dal nipote Brian Seaver in un video sul profilo Instagram dell’artista; le reazioni della comunità elettronica sono state raccolte da Resident Advisor.

I necrologi sono usciti ovunque, da NPR alla CNN. Ma una serie di saluti è arrivata da un luogo dove di country di solito non si parla: tra dj e produttrici di musica elettronica.

In breve
quando25 agosto 2026, Nashville
età80 anni
causauna breve battaglia contro il cancro, secondo la portavoce
chi lo ha annunciatoil nipote Brian Seaver, in un video sul suo Instagram

Che cosa è arrivato dalla pista

La produttrice gallese Kelly Lee Owens, i cui dischi escono per Smalltown Supersound e Dh2, ha scritto qualcosa di breve e centrato — ed è proprio quella frase ad aver viaggiato più lontano.

«Hai aperto la strada alle autrici di canzoni ovunque. Grazie», ha scritto Kelly Lee Owens.

La compositrice giapponese Akiko Yano, una delle figure centrali della scena elettronica nipponica, l’ha detta diversamente: «Era una musicista che con il suo modo di vivere ha dimostrato che una volontà tenace, la forza di una canzone e le fossette possono coesistere». La produttrice americana Suzi Analogue si è limitata a una riga: «Vorrei annullare il resto della giornata a nome di Dolly».

Perché la cultura club piange una cantante country

La risposta è più semplice di quanto sembri. Parton scriveva canzoni costruite per reggere qualsiasi arrangiamento: «Jolene» e «9 to 5» sono state campionate e rifatte per decenni in disco, house e drum & bass, e nessuna di quelle versioni ha rotto l’originale. Per un produttore è il complimento più alto: materia con cui si può fare qualsiasi cosa e che resta se stessa.

La seconda ragione riguarda la scrittura. Parton è rimasta per tutta la vita autrice delle proprie canzoni e proprietaria del proprio catalogo, in un’industria in cui alle donne questo è costato di più. È esattamente ciò di cui scriveva Kelly Lee Owens, ed è esattamente il motivo per cui i saluti sono arrivati da un lato che a prima vista con il country non c’entra.

Come riportato da ONE//FM, un brano inciso a 52 anni ha da poco superato il miliardo di ascolti: un’altra prova di quanto a lungo viva il materiale scritto bene.

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