
Burning Man ha il tema del 2027. Non riuscirete a staccare gli occhi
Gli organizzatori si sono messi a spiegare perché nel deserto accade ciò che non può accadere. E hanno ridotto tutto a una sola frase sul creare.
Black Rock City, deserto del Nevada
Burning Man ha annunciato il tema del prossimo anno — Spellbound, «incantati». La città nel deserto del Nevada si alzerà dal ventinove agosto al sei settembre 2027.
Il tema è stato annunciato dagli organizzatori stessi sulla rivista ufficiale del progetto.
La formulazione che hanno messo avanti come ufficiale suona così: il tema sonda i misteri della magia della playa, dal caso fortunato di una coincidenza che suona giusta fino allo stupore rapito di quando vedi cose che non possono esistere e che in qualche modo esistono lo stesso.
Una frase su cui regge tutto il testo
Il manifesto del tema lo ha scritto Stuart Mangrum, direttore del centro filosofico di Burning Man Project, uno che al festival è arrivato per la prima volta nel 1993 e che firma i temi per il terzo anno di fila. Tutta la sua lunga argomentazione si riduce a una riga.
«Creare significa lanciare un incantesimo», scrive Stuart Mangrum.
Poi svolge il pensiero attraverso le storie: le persone hanno sempre vissuto in mondi fatti di racconti, ed è l’invenzione condivisa a rendere comune la realtà. Anche la città che ogni anno spunta nel deserto e dopo otto giorni sparisce senza lasciare traccia è uno di quei racconti.
Il concept Mangrum non l’ha sviluppato da solo: nei ringraziamenti una riga a parte spetta al coautore, e l’illustrazione ufficiale del tema è di Corey e Catska Ench.
Che cosa si sa già del 2027
Le date ci sono, il conto alla rovescia sul sito è partito. Sui biglietti invece non è stato detto nulla: né prezzi né date di vendita, solo un modulo per iscriversi agli aggiornamenti. A chi ci va per la prima volta per ora si consiglia di prepararsi con le guide dell’anno scorso, perché quelle aggiornate ancora non ci sono.
I temi precedenti di Mangrum sono Axis Mundi di quest’anno e Tomorrow Today dell’anno prima. Al loro confronto Spellbound è il meno programmatico: al posto delle riflessioni sul futuro o sull’asse del mondo, un discorso sul perché la gente creda ancora al prodigio.
Per la scena elettronica Burning Man è da tempo molto più di un festival: è da lì che sono usciti l’estetica e il suono finiti poi nei club di tutto il mondo. Per questo il tema del prossimo anno è anche un indizio su come saranno i palchi laggiù.
In precedenza abbiamo raccontato come la scena club polacca ha suonato per tre giorni interi per la salute mentale.









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