Vlad Troitskyi parla con alcune persone davanti alla Karas Gallery
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Cento studenti faranno del palazzo un'installazione, i papaveri blu aspettano la primavera: GogolFest riscrive il programma

Il festival torna a Kyiv dopo nove anni di assenza e, a due settimane dall'apertura, toglie dal cartellone tutto ciò per cui si sarebbero radunate migliaia di persone.

Foto: Bartalomeo3 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0, immagine ritagliata

Vlad Troitskyi, fondatore di GogolFest e direttore artistico di DakhaBrakha e Dakh Daughters. Scatto davanti alla Karas Gallery a Kyiv, nel 2008

GogolFest cambia il programma del suo ritorno a Kyiv. Il team ha rinunciato all'edificio principale del Centro internazionale della cultura e delle arti, l'ex Palazzo d'Ottobre, e ha rinviato alla primavera tutti gli eventi che avrebbero radunato grandi folle.

Il fondatore del festival Vlad Troitskyi lo ha raccontato a Suspilne Kultura il giorno prima.

Il festival non viene annullato: si terrà dal 16 al 20 settembre, ma ora al cinema Kinopalats. Lì restano le proiezioni e il programma visivo, ed è lì che si è trasferita la residenza «Nahirna».

Che cosa è cambiato
Quandodal 16 al 20 settembre 2026, il ritorno a Kyiv dopo nove anni di pausa
Dove doveva svolgersil'area del Centro internazionale della cultura e delle arti, l'ex Palazzo d'Ottobre
Dove si svolgeràal cinema Kinopalats: proiezioni, programma visivo, residenza «Nahirna»
Che cosa restal'«Art-squat» del liceo artistico e la nuova installazione di Nikita Kadan
Che cosa è rinviato alla primavera«Angeli della libertà», Dakh Daughters, DakhaBrakha e il gruppo Schmalgauzen

La decisione presa a due settimane dall'apertura

Le parole di Troitskyi non lasciano spazio a interpretazioni: assumersi la responsabilità di un assembramento di persone, dice, è una follia. Il team ha valutato anche l'annullamento completo, ma alla fine ha scelto di tagliare soltanto gli eventi di massa e lasciare il resto.

Il taglio più grande riguarda il progetto «Angeli della libertà». Doveva svolgersi proprio nello scavo delle fondamenta dove è prevista la costruzione del Museo della Dignità: la Kyiv Camerata, il coro «Kyiv», Mariana Holovko con proiezioni sugli alberi e su schermi appositi e una grande installazione di un artista polacco, cento papaveri blu nello scavo stesso.

«Capisco che radunare due o tremila persone perché guardino la Kyiv Camerata che suona, il coro “Kyiv” che canta… Non possiamo concederci il diritto di ignorare questo campanello d'allarme e dire: “Lo facciamo”», ha detto Vlad Troitskyi a Suspilne Kultura.

Alla primavera sono slittati anche i grandi eventi con Dakh Daughters, DakhaBrakha e il gruppo Schmalgauzen, cioè proprio le formazioni di casa del festival: Troitskyi ne è il direttore artistico, ed è dal teatro Dakh che tutto questo è nato.

Ciò che resta è pensato per non concentrare la folla in un unico punto. Sabato un centinaio di studenti del liceo artistico guidato dall'artista Alevtina Kakhidze cominceranno a trasformare il palazzo in un unico oggetto d'arte: nelle intenzioni degli organizzatori, ogni stanza e ogni scala diventano un'installazione a sé. Domenica inizia il montaggio dell'opera di Nikita Kadan, realizzata appositamente per il festival.

Vent'anni e otto città

Il motivo per cui non hanno annullato tutto, Troitskyi lo spiega con una responsabilità di segno opposto: le persone devono vedere che la vita continua. Tiene insieme entrambe le metà di questo pensiero, la speranza e la prudenza.

In vent'anni GogolFest si è tenuto ventotto volte in otto città dell'Ucraina e in quattro Paesi europei, e vi sono passate più di ottocentomila persone. È nato al Mystetskyi Arsenal, il grande complesso espositivo di Kyiv, poi sono arrivati il VDNH, il centro espositivo della capitale, e il Centro Dovzhenko, l'archivio nazionale del cinema; dal 2018 il festival è partito per le città: Mariupol, Vinnytsia, Dnipro, Kherson. Nel 2019 è entrato nella cinquina dei migliori festival d'Europa secondo gli EFFE Awards.

Prima dell'apertura la squadra rimetterà ancora una volta in ordine l'area: ad agosto gli abitanti avevano già ripulito insieme il sito, un'altra giornata di lavoro comune è prevista subito prima del festival.

In precedenza abbiamo raccontato come il Brave! Factory di Kyiv porti per il settimo anno consecutivo il rave dentro un deposito ferroviario, un'altra risposta della scena ucraina alle stesse circostanze.

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